Come faccio ad aiutarlo a capire cosa succederà dopo?

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Come faccio ad aiutarlo a capire cosa succederà dopo?
«Dopo andiamo.»
«Più tardi facciamo il bagno.»
«Quando abbiamo finito, usciamo.»

Per noi adulti queste indicazioni hanno un significato preciso, perché conosciamo già l’organizzazione della giornata. Per un bambino piccolo, invece, “dopo”, “più tardi” e “quando abbiamo finito” raccontano qualcosa che non può ancora vedere e che sta imparando a rappresentarsi.

Rendere visibile la giornata significa proprio questo: trasformare una parte di ciò che raccontiamo a parole in qualcosa che il bambino possa osservare, riconoscere e utilizzare.
“Dopo” non è così semplice

Comprendere la successione degli eventi è una competenza che si costruisce gradualmente. Quando diciamo «prima ci vestiamo, poi facciamo colazione e dopo usciamo», chiediamo al bambino di ricordare più informazioni, ordinarle e immaginare qualcosa che ancora non sta accadendo.

Una giornata visiva offre un riferimento esterno: le attività non devono rimanere soltanto nella memoria o nelle parole dell’adulto, ma possono essere viste.

Non significa anticipare ogni minuto della giornata. Significa offrire alcuni punti di riferimento per orientarsi in ciò che sta accadendo e in ciò che accadrà.

Una giornata che il bambino può anche interrogare

Una tabella visiva non deve essere soltanto preparata dall’adulto e osservata dal bambino. Può diventare uno strumento da utilizzare insieme.

Nella nostra abbiamo chiamato Giada la bambina rappresentata nelle immagini. Quando arriva la domanda «Cosa facciamo adesso?», possiamo rispondere: «Guarda cosa sta facendo Giada». Il bambino cerca l’immagine, la osserva e prova a ricavare l’informazione.

La giornata visiva diventa così interattiva: permette di cercare, indicare, nominare, ricordare ciò che è già successo e anticipare quello che verrà dopo. L’adulto accompagna il bambino, ma non rimane necessariamente l’unica fonte dell’informazione.

A volte bastano un “prima” e un “dopo”

Rendere visibile non significa riempire una parete di immagini. Con i bambini più piccoli possono bastare due o tre passaggi: colazione → gioco → bagno.

Possiamo utilizzare anche una semplice sequenza PRIMA → DOPO oppure associare le immagini a un orologio per rendere più riconoscibili alcuni momenti della giornata.

Le card possono essere spostate, girate o staccate quando un’attività termina. Il bambino non guarda soltanto la propria giornata: può partecipare alla sua costruzione e vedere concretamente il passaggio da ciò che è successo a ciò che deve ancora accadere.

Rendere visibile non significa rendere rigido

Una tabella visiva non è un programma da rispettare perfettamente. La vita quotidiana cambia: salta un’attività, arriva un imprevisto, decidiamo di fare qualcosa di diverso.

Se Giada mostrava il parco ma fuori piove, possiamo cambiare insieme quella card. Anche questa è un’informazione importante: ciò che avevamo previsto può cambiare, ma il cambiamento può essere comunicato e reso comprensibile.

La prevedibilità non nasce dal fare sempre le stesse cose. Nasce anche dalla possibilità di comprendere cosa sta cambiando.

Uno strumento non serve a far obbedire

Una giornata visiva può sostenere orientamento, memoria, linguaggio, comunicazione, anticipazione e comprensione delle sequenze. Può aiutare il bambino a sapere dove si trova nella propria giornata e a partecipare maggiormente alla sua organizzazione.

Non serve, però, a ottenere un bambino che accetta ogni passaggio senza protestare. Vedere che dopo il parco si torna a casa non significa essere felici di andar via.

Lo strumento rende più accessibile l’informazione. La relazione, l’accompagnamento e la gestione delle emozioni rimangono compito dell’adulto.

Anche noi adulti utilizziamo calendari, agende, orologi, notifiche e promemoria per orientarci nel tempo. Non teniamo necessariamente tutta la nostra giornata nella mente.

Possiamo offrire anche ai bambini punti di riferimento esterni, semplici e adatti alle loro competenze. Non per programmare ogni momento, ma per permettere loro di partecipare con maggiore consapevolezza a ciò che stanno vivendo.

A volte, per comprendere meglio la propria giornata, può essere utile riuscire anche a vederla.

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