Alice e il signor Tumore: Versione narrativa e accessibile per lettura vocale
Alice e il signor Tumore: Versione narrativa e accessibile per lettura vocale
Una storia da leggere con gli occhi o ascoltare con il cuore.
Questa edizione nasce per essere letta e ascoltata, pensata per chi vuole vivere la storia di Alice e il Signor Tumore attraverso la voce.
Il testo è stato riscritto con una cura speciale per il ritmo, il respiro e l’emozione della lettura ad alta voce, rendendolo perfetto per l’ascolto tramite qualsiasi screen reader o assistente vocale.
🌿 Cosa la rende speciale
In questa versione non ci sono immagini: ci sono parole che fanno vedere.
Ogni descrizione sensoriale — suono, odore, movimento, tatto — accompagna chi legge o ascolta dentro la storia, trasformando il testo in un’esperienza viva e accessibile.
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Linguaggio narrativo fluido, senza interruzioni grafiche.
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Ritmo studiato per la voce, con pause e accenti che rispettano i nuclei di senso.
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Descrizioni delicate che rendono nominabile la paura, aiutando bambini e adulti a darle forma e significato.
💡 Accessibilità e inclusione
Il file è reflowable, quindi si adatta a ogni dispositivo.
Puoi ingrandire i caratteri, ascoltarlo con la sintesi vocale o leggerlo con supporti per ipovedenti.
Perfetto per contesti ospedalieri, letture serali condivise, o per chi preferisce ascoltare invece che guardare.
Nasce con l’obiettivo di non escludere nessuno: ogni lettore, ogni voce, ogni sguardo trova spazio dentro questa storia.
❤️ Di cosa parla
Alice ha due anni e un pupazzo di nome Dudù.
Nel suo occhio vive il Signor Tumore, un retinoblastoma che cambia la vita ma non cancella la voglia di giocare, ridere e capire.
Con voce bambina, Alice racconta visite, anestesie, terapie, ma anche abbracci, ritorni a casa e momenti di coraggio condiviso.
È una storia vera e pedagogica, che aiuta a parlare di cura, paura, ospedale e resilienza senza edulcorare né spaventare.
🎯 Per chi è pensata
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Per bambini e famiglie che vivono percorsi di cura o degenza.
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Per insegnanti ed educatori che cercano parole gentili per spiegare l’ospedale e la paura.
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Per fratelli e sorelle (sibling) che desiderano riconoscersi nella quotidianità della malattia.
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Per professionisti sanitari che vogliono strumenti narrativi rispettosi e accessibili.
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