Proteggere il corpo non significa averne paura

Nessuna recensione
Condividi

Proteggere il corpo non significa averne paura
«Copriti.» «Non ti vergnogni? .»

Sono frasi che molti bambini ascoltano crescendo. Nascono quasi sempre da un desiderio profondo di proteggerli. Ogni genitore vorrebbe tenere lontani i propri figli da tutto ciò che potrebbe far loro del male.

Ma proteggere un bambino significa davvero insegnargli ad avere paura del proprio corpo?

La domanda educativa, forse, è un'altra: come possiamo accompagnare i bambini a prendersi cura di sé senza trasformare il corpo in qualcosa da temere?
Proteggere è uno dei compiti più difficili

Proteggere un bambino è naturale. Fa parte dell'essere genitori, educatori e adulti di riferimento. Significa prevenire i pericoli, accompagnarlo nelle esperienze che ancora non è in grado di affrontare da solo e offrirgli un ambiente sicuro in cui crescere.

La paura protegge nell'immediato, ma non educa sempre

La paura può essere utile in alcune situazioni. Aiuta a riconoscere un rischio e a fermarsi quando serve.

Se però diventa il principale strumento educativo, rischia di lasciare poco spazio alla comprensione.

Un bambino che impara soltanto ad avere paura difficilmente svilupperà anche la capacità di capire, osservare e scegliere. La protezione, invece, dovrebbe accompagnarlo proprio verso questa consapevolezza.

Un bambino ha bisogno di fidarsi del proprio corpo

Crescere significa anche imparare ad ascoltare il proprio corpo. Accorgersi quando si è stanchi, quando si ha freddo, quando qualcosa fa male o quando una situazione mette a disagio.

Questo rapporto si costruisce nel tempo, attraverso esperienze quotidiane accompagnate dagli adulti.

Proteggere non significa sostituirsi continuamente al bambino, ma aiutarlo, poco alla volta, a riconoscere i segnali del proprio corpo e a sentirsi legittimato ad ascoltarli.

Proteggere significa accompagnare

Ogni età ha bisogni diversi. Ci saranno momenti in cui un adulto dovrà decidere per il bambino e altri in cui potrà lasciargli sempre più spazio.

La protezione non è una barriera che isola dal mondo. È una presenza che permette di esplorarlo con maggiore sicurezza.

Forse è proprio questa la differenza: proteggere non significa insegnare che il corpo è fragile. Significa aiutare il bambino a costruire una relazione di fiducia con il proprio corpo e con chi se ne prende cura.

Proteggere è uno dei gesti d'amore più profondi che un adulto possa compiere. Ma ogni gesto di protezione trasmette anche un'idea del mondo e del corpo.

Forse non dobbiamo chiederci soltanto come tenere al sicuro i bambini. Vale la pena domandarci se il modo in cui li proteggiamo li stia aiutando a crescere con maggiore fiducia o con maggiore paura.

Mappe disponibili

Esplora i percorsi pubblici

Scegli una mappa per aprire il percorso pubblico.

PASSAPAROLA

Questa riflessione potrebbe essere utile anche a qualcun altro?

Se ti ha fatto riflettere, condividila con chi potrebbe averne bisogno.

WhatsApp

A volte basta una condivisione per raggiungere la persona giusta, nel momento giusto.