Perchè è nato Alice ascolta il suo corpo?

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Da pedagogista credo che una delle competenze meno considerate, ma più importanti, sia l'ascolto di sé. Parliamo spesso di autonomia, di regole, di emozioni, di linguaggio e di relazioni. Molto meno, invece, insegniamo ai bambini a fermarsi e ad ascoltarsi davvero.

L'introspezione non è una capacità che compare all'improvviso nell'età adulta. Inizia a costruirsi fin dai primi anni di vita. Comincia quando un bambino impara a riconoscere di avere fame, sete, sonno, caldo o freddo, quando si accorge che il cuore batte più forte, che la pancia gli manda un messaggio o che il suo corpo ha bisogno di una pausa.

Prima ancora di comprendere le proprie emozioni, il bambino impara ad ascoltare il proprio corpo. È proprio da questa capacità che nasce la consapevolezza di sé. Un bambino che riesce a riconoscere i propri bisogni corporei, crescendo sarà più preparato anche a riconoscere le proprie emozioni, i propri limiti, i propri desideri e i propri bisogni.

L'ascolto del corpo è il primo linguaggio dell'introspezione. Per questo motivo credo che educare all'ascolto di sé non significhi soltanto promuovere il benessere fisico, ma gettare le basi per costruire adulti più consapevoli, capaci di conoscersi, rispettarsi e prendersi cura di sé.

Una riflessione pedagogica

L'educazione non consiste soltanto nell'insegnare ai bambini a guardare il mondo.
Consiste anche nell'aiutarli a guardarsi dentro.

Prima ancora di insegnare ai bambini a conoscere il mondo, possiamo aiutarli a conoscere sé stessi. È una competenza che non si misura con un voto, ma che li accompagnerà per tutta la vita.

È da questa riflessione che è nato Alice ascolta il suo corpo. Un albo illustrato che invita i bambini a fermarsi, osservare i segnali del proprio corpo e scoprire che ogni sensazione ha qualcosa da raccontare. Perché imparare ad ascoltarsi è uno dei primi passi per diventare adulti consapevoli.

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