Buon anno

Buon anno

Auguri di buon anno.
Cosa posso augurarvi davvero?

Innanzitutto la salute.
Non solo quella “medica” , del corpo.
Ma anche quella dell'anima .
E delle parole .

Vi auguro, per questo 2026 ,
parole dette senza fretta .
Parole ascoltate fino in fondo .
Parole accolte , anche quando fanno paura o non sono comode.

Mi (e vi) auguro che, se doveste entrare in un reparto pediatrico ,
si vedano sempre meno blocchi , procedure fredde e costrizioni ,
e sempre più umanità .
Nelle parole.
Nei gesti.
Negli sguardi.

Che i bambini non siano curati solo come sintomi o diagnosi ,
ma che siano curati anche le famiglie ,
nell'anima .

Mi (e ci) auguro che il Signor Tumore
stia sempre più spesso nella sua casetta ,
a dormire in silenzio ,
lasciando spazio alla “normalità” ,
alla vita ,
alla crescita .

Auguro a tutti i genitori che a volte si sentono genitori di…
— perché capita —
di ricordarsi che farsi quelle domande scomode
significa che c'è già spazio .

Spazio di consapevolezza.
Spazio per fermarsi.
Spazio per migliorarsi.

E questo, da solo, dice già molto.

Chi sente il peso delle proprie parole e dei propri gesti
non è un genitore “di merda”.
È un genitore che ci sta provando .
Davvero.

Auguro a tutti di interrogarsi ,
di dubitare ,
di mettersi in discussione .

E questo non vale solo per noi, genitori “dal basso” .
Vale anche per i piani alti .
Per chi decide .
Per chi governa .
Per chi sceglie quando fermarsi
e quando continuare .

Auguro a tutti i bambini di poter sbagliare ,
provare ,
riprovare .
E auguro a tutti gli adulti
di lasciare spazio a questo diritto fondamentale .

Che il 2026 ci riservi belle sorprese e positive .
Sorprese gentili. 
Sorprese che fanno respirare.

E che ci accompagni con più umanità ,
più ascolto ,
più responsabilità
per tutti i bambini , ovunque nascano.

 

SARA CORAZZA


Per approfondire

Se senti che alcune parti di questo testo ti toccano da vicino,
se stai attraversando temi legati a disabilità , malattia , ospedali pediatrici o alla fatica di essere genitore, sappi che non sei solo .

Se vuoi fermarti , fare ordine , dare parole a ciò che stai vivendo, offrire spazi di ascolto  dedicati a famiglie e bambini.

Se invece desideri capire meglio ciò a cui mi riferisco in questo articolo, qui sotto trovi alcuni approfondimenti (articoli e progetti).

IN SINTESI
Per il 2026 auguro salute non solo del corpo, ma anche dell’anima e delle parole, perché il modo in cui parliamo e ascoltiamo cura quanto le terapie.
Auguro reparti pediatrici più umani, bambini visti oltre le diagnosi e famiglie accompagnate, non lasciate sole.
E auguro a genitori il coraggio di dubitare, interrogarsi e lasciare spazio all’errore, perché è lì che nasce la crescita.
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